In quest’articolo vedrai come scegliere davvero gli strumenti di AI generativa, quando usare un tool invece di un altro, e perché il problema oggi non è generare immagini o video, ma costruire un workflow creativo che funzioni sul serio. Niente hype. Niente elenchi infiniti di feature. Solo decisioni pratiche che impattano mockup, concept, campagne e tempo risparmiato.
L’intelligenza artificiale generativa non è più una novità.
È diventata ambiente di lavoro.
Designer, marketer e creativi non si chiedono più se usarla, ma come non perdersi tra tool che promettono tutto e spesso restituiscono confusione. Nel 2025 il vero problema non è la mancanza di opzioni. È l’eccesso.
Generare un’immagine oggi è facile.
Generare quella giusta, nel tempo giusto, per il contesto giusto, è tutta un’altra storia.
Ed è qui che entrano in gioco tre nomi che ormai girano ovunque: DALL-E 3, Leonardo AI e Runway.
Tre strumenti.
Tre logiche diverse.
Tre modi opposti di lavorare.
Il confronto non serve a decretare il migliore. Serve a capire quando usarli senza sabotare il progetto.
Partiamo da una verità scomoda.
Un tool sbagliato nel workflow creativo non fa solo perdere qualità. Fa perdere tempo, focus e controllo.
DALL-E 3 è potente quando devi trasformare un’idea astratta in un visual chiaro. Funziona bene su brief complessi, concept pubblicitari, immagini che devono comunicare un messaggio prima ancora di essere belle. La forza non è lo stile. È l’interpretazione.
Quando il prompt diventa articolato, DALL-E regge.
Quando il concept è vago, DALL-E chiarisce.
Non a caso è molto usato in advertising e media. In campagne dove l’immagine deve sorprendere ma anche spiegare, ha mostrato incrementi di engagement significativi proprio perché riduce l’ambiguità tra idea e output.
Leonardo AI gioca un’altra partita.
Qui il punto non è interpretare. È controllare.
Concept art, asset per videogame, product visualization, character design. Leonardo lavora bene quando serve precisione, coerenza stilistica, fotorealismo spinto. Il modello Phoenix, insieme a preset come PhotoReal e Lightning XL, permette di costruire immagini che sembrano uscite da un set, non da un prompt.
La differenza si sente quando devi iterare.
Cambiare dettagli.
Raffinare.
Costruire una libreria visiva.
Leonardo è meno immediato. Ma più governabile. E questo, in certi progetti, vale più della sorpresa iniziale.
Poi c’è Runway.
E qui il discorso cambia ancora.
Se il tuo output finale è un video, partire da un generatore di immagini è come usare un coltello per piantare un chiodo. Runway nasce per far muovere le idee, non solo mostrarle.
Video generativi, animazioni, effetti, editing assistito. Tutto pensato per chi vuole raccontare una storia visiva senza passare da software complessi. Runway ha abbassato la soglia di ingresso al video creativo, rendendo accessibile qualcosa che prima richiedeva team e competenze verticali.
Il punto chiave è questo.
Ogni tool risponde a una domanda diversa.
E se non sai qual è la tua domanda, sbaglierai strumento anche se è il migliore sul mercato.
Ricapitoliamo in modo pratico, senza fronzoli.
Usa DALL-E 3 se:
-
lavori su branding, advertising o media
-
hai prompt complessi e vuoi output coerenti
-
cerchi creatività interpretativa più che controllo tecnico
Usa Leonardo AI se:
-
fai concept art, prototipazione, gaming o product design
-
vuoi personalizzare stile e resa
-
ti serve un ottimo rapporto qualità-prezzo e possibilità di test continuo
Usa Runway se:
-
il progetto è video-first
-
lavori su storytelling visivo e contenuti dinamici
-
vuoi velocità senza diventare video editor professionista
Questa non è teoria. È gestione del flusso di lavoro.
E qui entra un altro fattore che molti sottovalutano: l’integrazione.
Leonardo AI oggi dialoga con Canva. Runway lavora su pipeline sempre più semplificate. DALL-E è integrato in ambienti produttivi già esistenti. Il trend del 2025 non è il tool singolo. È l’ecosistema unificato.
Piattaforme che non chiedono di esportare, importare, adattare.
Ma di creare, modificare e pubblicare nello stesso spazio.
I numeri lo confermano. Milioni di utenti già lavorano in ambienti ibridi dove AI per immagini e video convivono nello stesso flusso. Il vantaggio competitivo non è saper usare un tool. È saperli orchestrare.
Ed è qui che molti si fermano.
Perché usare l’AI è facile.
Usarla bene, in modo ripetibile e professionale, no.
Puoi continuare a saltare da un tool all’altro, seguendo il trend del mese,
oppure imparare a costruire un metodo creativo che regge nel tempo.
Il Master Part Time in Generative AI for Creativity di Talent Garden nasce esattamente per questo. Non per insegnare l’ennesima lista di tool, ma per collegare creatività, AI e strategia in un workflow concreto.
Un percorso pensato per chi lavora già nel design, nel marketing o nella comunicazione e vuole smettere di improvvisare. Per chi vuole capire quando usare DALL-E, quando Leonardo, quando il video è la risposta giusta. E soprattutto come integrare tutto questo nel lavoro quotidiano senza perdere identità creativa.
Puoi continuare a produrre output isolati,
oppure iniziare a progettare sistemi creativi.
Non sprecare il tuo talento. Valorizzalo con il Master più adatto alle tue esigenze.
Continua a leggere
Innovazione nel settore CPG: una necessità per il futuro
Formazione continua e reskilling nel marketing: il caso Fratelli Carli