L’ossessione per l’efficienza algoritmica ci sta portando verso un equivoco: trattare le organizzazioni come se fossero computer.
Quando qualcosa non funziona, la reazione istintiva è cercare il "guasto", aggiornare una procedura o aggiungere un KPI.
Cerchiamo, insomma, una soluzione tecnica.
Ma le aziende non sono macchine; sono ecosistemi viventi. La leadership oggi si gioca proprio qui: nella capacità di distinguere tra un problema tecnico e una sfida adattiva.
Oltre la logica della soluzione immediata
Un problema tecnico è lineare. Se il CRM non sincronizza i dati, interviene un esperto, applica una patch e il sistema riparte. È il campo del "già noto", dove autorità e competenza risolvono la questione. In questo, l'Intelligenza Artificiale è imbattibile: gestisce la complessità tecnica a una velocità per noi inarrivabile.
Il discorso cambia quando il problema è che le persone si rifiutano di usare quel CRM. Qui entriamo nel campo della sfida adattiva.
Non esistono manuali d'istruzioni o ordini di servizio risolutivi. Queste situazioni toccano le abitudini, i valori e l’identità delle persone.
Il Leader come "Regolatore di Pressione"
Rispondere a una resistenza al cambiamento o a una scarsa collaborazione con strumenti tecnici (più controllo, più riunioni) spesso alimenta solo la frustrazione. Il leader deve invece evolvere la propria postura:
Perché questo è il cuore dell'era AI
Mentre l'AI risolve i compiti tecnici – dall'ottimizzazione all'analisi dati – ai manager resta l'unico compito che una macchina non può assolvere: guidare le persone attraverso l'incertezza del cambiamento.
La leadership non consiste più nel possedere la risposta corretta, ma nell'avere il coraggio di sostenere il team mentre ne costruisce una nuova. Se ci limitiamo a fare i "risolutori tecnici" in un mondo di macchine, diventeremo presto superflui.
Se diventiamo facilitatori del cambiamento, saremo essenziali.