Blacl Friday
Blacl Friday

Ogni anno il Black Friday diventa un gigantesco osservatorio sociologico sul nostro rapporto con il consumo. Le ricerche condotte da PwC, EY e Deloitte negli ultimi 12 mesi mostrano un quadro molto chiaro: nel 2025 oltre il 72% degli italiani prevede di acquistare almeno un prodotto durante la Black Week, con una spesa media compresa tra i 220 e i 260 euro. È un dato significativo, soprattutto se confrontato con il +11% registrato rispetto all’anno precedente, nonostante l’aumento del costo della vita.

La spinta maggiore arriva dal digitale: secondo Deloitte, più del 65% degli acquisti sarà fatto online, con un picco nelle fasce 18-34 anni. Una generazione che, più delle altre, considera il Black Friday un vero e proprio rituale, non solo un’occasione di risparmio. È un fenomeno alimentato anche dai contenuti social: la stessa EY rileva che un giovane su due dichiara di “sentirsi influenzato” dai creator nelle scelte d’acquisto durante questo periodo.

Le categorie più richieste non cambiano molto: elettronica, abbigliamento, prodotti per la casa. Ma il dato interessante è un altro: cresce del 18% l’acquisto di servizi legati alla persona, come corsi, software, piani di abbonamento a piattaforme educative. Una tendenza coerente con le analisi di McKinsey sul reskilling, che mostrano come sempre più persone percepiscano la formazione come una leva per stabilizzare o accrescere il proprio potenziale economico in un mercato del lavoro in trasformazione.

In parallelo, c’è l’altro lato del Black Friday: l’impulsività. Il 63% degli intervistati da PwC ammette che almeno un acquisto del Black Friday degli scorsi anni non è stato realmente utile. E oltre il 40% riconosce di aver comprato qualcosa che non avrebbe acquistato a prezzo pieno. Psicologicamente, il meccanismo è semplice: l’offerta a tempo riduce la capacità di valutare razionalmente. Si crea una micro-urgenza che porta a comprare “perché poi finisce”, non “perché mi serve”.

Il risultato? Un corto circuito tra desiderio, impulso e necessità reale. È un fenomeno che gli analisti EY descrivono come consumo reattivo: un comportamento guidato non dal bisogno, ma dalla pressione del contesto. E ogni anno, puntualmente, una parte di questi acquisti risulta dimenticata in un cassetto, usata poco o rimpianta quasi subito.

In questo scenario, il Black Friday diventa non solo un momento di shopping, ma un termometro dei nostri valori: ciò che scegliamo di mettere nel carrello dice molto di come immaginiamo il nostro futuro — o se lo immaginiamo davvero.

Dopo i dati, la prospettiva: le offerte passano, gli investimenti restano

Arrivati a questo punto del Black Friday è facile lasciarsi trascinare dai numeri, dagli sconti, dalla sensazione di “occasione imperdibile”. Ma se guardiamo i dati un po’ più da vicino, emerge una domanda quasi inevitabile: ciò che stiamo comprando avrà ancora valore tra sei mesi? O, come spesso accade, ci renderemo conto di aver accumulato un insieme di oggetti utili ma non trasformativi?

Ed è qui che la conversazione cambia. Perché, mentre la maggior parte degli acquisti del Black Friday nasce dall’urgenza, l’investimento in formazione nasce da una visione. Non dà gratificazione immediata, è vero, ma costruisce un beneficio duraturo. McKinsey sottolinea come le competenze digitali — in particolare quelle collegate all’AI, ai dati, al marketing e al design — siano oggi uno dei principali fattori che determinano la crescita professionale. Non un accessorio, ma il motore stesso di nuove opportunità.

Se le offerte del Black Friday rispondono al bisogno del presente, la formazione risponde al bisogno del futuro. Ed è questo il vero punto di discontinuità: l’acquisto impulsivo chiude un desiderio, l’investimento in formazione lo apre. Lo apre a nuove prospettive, permettendo di cambiare lavoro, ottenere un ruolo più avanzato o entrare in un settore emergente.

Se vuoi fare un acquisto che non scade, investi su di te

Non c’è nulla di sbagliato negli acquisti del Black Friday. Sono comodi, divertenti, a volte perfino convenienti. Ma se stai pensando a qualcosa che possa davvero trasformare il tuo percorso, allora ha senso guardare altrove. Non a un oggetto, ma a un investimento che continua a generare valore ogni giorno.

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Che tu sia un neo-laureato che vuole fare il salto nel digitale con un Master Full Time, o un professionista che vuole aggiornare le proprie skill nei nostri Master Part Time, questo è il momento migliore per scegliere un percorso che può dare forma a ciò che diventerai.

Se quest’anno vuoi fare un acquisto che non finisce nel dimenticatoio, fai la scelta che conta davvero. 

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Articolo aggiornato il: 28 novembre 2025
Talent Garden
Scritto da
Talent Garden, Digital Skills Academy

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