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Guida pratica al Life Cycle Assessment
In quest’articolo vedrai come si misura davvero la sostenibilità, perché parlare di impatto senza numeri non serve a niente e come il Life Cycle Assessment diventa uno strumento concreto per prendere decisioni migliori. Vedrai esempi pratici, errori comuni e come trasformare dati complessi in scelte strategiche che riducono costi, rischi e incoerenze.
Oggi tutti parlano di sostenibilità. Packaging green. Mission aziendali piene di buone intenzioni. Slide patinate. Poi vai a vedere sotto il cofano e scopri che nessuno ha davvero misurato nulla. Sostenibilità senza numeri è storytelling fragile. E nel 2026 non regge più.
Ogni prodotto ha una storia invisibile. Materie prime estratte. Energia consumata. Trasporti. Scarti. Smaltimento. Se guardi solo un pezzo del processo, rischi di fare danni mentre pensi di migliorare. È come mettere una toppa nuova su una gomma bucata e ignorare il motore che perde olio.
Qui entra in gioco il Life Cycle Assessment, LCA per gli amici. Non è un foglio Excel con due formule. È una mappa completa. Dalla nascita alla fine del prodotto. Dalla culla alla tomba. E soprattutto è l’unico modo per evitare decisioni miopi.
Facciamo un esempio semplice. Sostituisci una plastica tradizionale con un materiale biodegradabile. Ottima idea, sulla carta. Poi scopri che:
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il nuovo materiale arriva da più lontano
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il processo produttivo consuma più energia
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il fine vita non è compatibile con gli impianti locali
Risultato. Meno rifiuti visibili. Più emissioni totali. Sostenibilità percepita alta, impatto reale peggiore.
L’LCA serve esattamente a questo. Mettere tutto insieme. Collegare i punti. Farti vedere dove stai migliorando davvero e dove ti stai raccontando una storia comoda.
Il metodo è standardizzato a livello internazionale. ISO 14040 e 14044. Ma non farti spaventare dai numeri. Pensalo come un check-up completo invece che come una visita spot. Se fai solo le analisi del sangue e ignori cuore e polmoni, le decisioni che prendi sono parziali.
Un’analisi LCA funziona perché segue una logica chiara e sequenziale. Non filosofica. Operativa.
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Definizione degli obiettivi e del perimetro
Decidi cosa stai analizzando e perché. Un prodotto. Un servizio. Un packaging. E soprattutto fin dove guardi. Solo produzione o anche uso e fine vita. Qui si evitano il 50% degli errori. -
Raccolta dei dati reali
Materie prime. Energia. Trasporti. Acqua. Scarti. È la fase più faticosa, ma anche quella che smaschera le illusioni. I dati non hanno opinioni. -
Traduzione dei dati in impatti
CO₂ equivalente. Consumo di risorse. Impatto su acqua e suolo. Tossicità. Biodiversità. Qui i numeri diventano leggibili. Come trasformare una lista di ingredienti in una tabella nutrizionale. -
Interpretazione strategica
Non basta sapere dove impatti. Devi capire dove intervenire. È qui che l’LCA smette di essere tecnica e diventa management.
Questo è il punto che fa la differenza tra chi misura e chi guida.
Nel sustainability management moderno, l’LCA non è un esercizio accademico. È uno strumento decisionale. Serve per scegliere materiali. Ridisegnare processi. Selezionare fornitori. Costruire report ESG che non tremano alla prima verifica.
Le aziende che lo integrano davvero ottengono vantaggi concreti:
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individuano sprechi nascosti
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riducono costi operativi
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anticipano rischi normativi
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comunicano dati solidi invece di slogan
E soprattutto smettono di rincorrere mode green scollegate dalla realtà produttiva.
Ma attenzione. L’errore più comune è pensare che l’LCA sia roba solo da ingegneri ambientali. Non è così. Chi lavora sulla sostenibilità deve saper leggere e usare questi dati, non per forza calcolarli a mano.
Il ruolo chiave è quello di chi coordina. Chi fa le domande giuste. Chi collega numeri, business e strategia. Chi traduce un grafico in una decisione.
Per iniziare in azienda non serve analizzare tutto subito. Anzi. Spesso è controproducente. Si parte da un LCA semplificato. Un prodotto chiave. Un processo critico. Un confronto tra due alternative. Come accendere una torcia prima di rifare tutto l’impianto elettrico.
Da lì costruisci competenza interna. Metodo. Linguaggio comune. E inizi a prendere decisioni migliori, una alla volta.
Qui arriva il bivio.
Puoi continuare a parlare di sostenibilità senza avere il controllo dei numeri, sperando che basti. Oppure puoi sviluppare competenze solide per misurare, interpretare e guidare le scelte ambientali in modo credibile.
Nel Master in Sustainability Management Part Time di Talent Garden e Italian Tech Academy questo approccio è centrale. Non teoria astratta. Strumenti pratici. Casi reali. LCA usato come leva strategica, non come esercizio sterile.
Si lavora sull’integrazione tra dati ambientali, decisioni di business ed economia circolare. Perché oggi la sostenibilità che funziona è quella che sta in piedi anche quando incrocia budget, operations e mercato.
Se vuoi smettere di raccontare la sostenibilità e iniziare a governarla, questo è il passo naturale.
Non sprecare il tuo talento. Valorizzalo con il Master più adatto alle tue esigenze.
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