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Cos'è lo smart working?

Lo smart working è un modello organizzativo di lavoro digitale agile che si basa sull'utilizzo delle tecnologie digitali per permettere ai dipendenti di svolgere attività da remoto al di fuori dell’ambiente professionale tradizionale. L'obiettivo dello smart working è migliorare l'equilibrio tra vita professionale e privata, aumentare la soddisfazione dei dipendenti, ridurre i tempi di spostamento e incrementare la produttività.

In questi ultimi anni il lavoro a distanza sta assumendo un’importanza sempre maggiore nel settore aziendale. I modelli di lavoro flessibile permettono ai dipendenti di svolgere le attività anche rimanendo nel proprio domicilio grazie ad un elevato grado di digitalizzazione e tecnologie sempre più avanzate. Il lavoro in modalità agile è particolarmente utile per quei lavoratori che presentano delle fragilità come ad esempio lavoratori con disabilità, caregivers o lavoratori e lavoratrici con figli minori.

Lo smart working rappresenta una sfida sia per le organizzazioni che per i lavoratori. Le aziende finora si sono concentrate soprattutto sull’implementazione tecnica e sulla sicurezza dei dati, tuttavia ultimamente le ricerche cominciano a prendere maggiormente in considerazione gli effetti psicologici a lungo termine dello smart working per i dipendenti. I vantaggi dello smart working sono parecchi sia per le aziende che per i dipendenti ma si rende necessario conoscere a fondo l’impatto che ha sui lavoratori per prevenire l'insorgenza di eventuali effetti psicologici negativi.

Effetti positivi e negativi dello smart working

L’esperienza dello smart working è diversa per ognuno e dipende da una serie di fattori come ad esempio gli spazi a disposizione, la situazione familiare, la capacità personale di organizzazione.

Quali sono gli aspetti positivi dello smart working?

Tra gli effetti psicologici positivi dello smart working per i dipendenti ci sono i seguenti:

  • migliore equilibrio tra vita domestica e lavorativa: i lavoratori in smart working possono utilizzare meglio il tempo che hanno a disposizione. Stando a casa è possibile riuscire a conciliare meglio le esigenze familiari con quelle lavorative. Ad esempio i dipendenti possono risolvere piccole faccende domestiche come fare il bucato, preparare i pasti oppure gestire altre incombenze legate alla gestione della casa;
  • maggiore flessibilità: i dipendenti che lavorano a distanza possono spesso scegliere l'orario di lavoro, potendo così conciliare le attività professionali con altri impegni come ad esempio fare la spesa, andare in palestra, prendere i figli a scuola. Inoltre la flessibilità negli orari permette al dipendente di scegliere di lavorare nel momento della giornata in cui è più produttivo;
  • riduzione degli spostamenti e risparmio economico: la riduzione del pendolarismo ha impatti positivi su costi, tempi e stress che derivano dal non dover viaggiare per raggiungere il luogo di lavoro;
  • luogo di lavoro meno stressante: lo smart working può aumentare la concentrazione del dipendente che sceglie in autonomia lo spazio dove lavorare. A casa si può seguire la routine quotidiana e quindi stabilire come condurre una sessione di lavoro in totale comfort ad esempio sorseggiando una tazza di tè oppure indossando abiti comodi.

Quali sono i rischi dello smart working?

Ci sono numerosi effetti psicologici negativi che, se non si sta attenti, sono provocati dallo smart working:

  • isolamento sociale: lavorare a distanza significa anche trovarsi da soli dietro ad uno schermo. L'assenza di una collaborazione in presenza limita molto la socialità e questo è l’aspetto negativo citato più frequentemente da coloro che lavorano in smart working;
  • presenza costante: lo smart working riduce sensibilmente l'assenteismo lavorativo. Questo è un dato molto positivo per le aziende ma per il dipendente risulta un fattore di stress. Infatti diventa più difficile prendersi una giornata per motivi di salute e si finisce spesso con il lavorare anche quando si è malati. A ciò si aggiunge che l* dipendente difficilmente si prende una pausa durante i turni di lavoro;
  • confini sfumati tra vita lavorativa e sfera privata: se da una parte lavorare da casa può avere dei vantaggi in termini di organizzazione dei tempi personali, è altrettanto vero che i confini tra ambito professionale e personale sono sfumati e spesso sovrapposti. Il tragitto casa-lavoro è tradizionalmente quello spazio che consente di stabilire una netta separazione tra i diversi ruoli, cosa che non è possibile fare per chi lavora da casa;
  • burnout digitale: non bisogna dimenticare che essere sempre connessi e sentire la pressione di dover rispondere costantemente alle mail e partecipare alle riunioni virtuali può aumentare i livelli di stress e affaticamento.

Qual è la criticità maggiore per chi lavora in smart working?

Le persone che lavorano in smart working possono vivere questa esperienza in modo diverso a seconda delle proprie risorse ed esigenze. Il benessere e la soddisfazione dei dipendenti che lavorano da casa sono influenzate da molte variabili come ad esempio il tipo di ruolo professionale, la complessità del lavoro, il grado di responsabilità, la capacità di lavorare da soli e la motivazione personale. Alcuni possono trovare numerosi benefici nello smart working mentre altri possono sviluppare sintomi di un vero e proprio disturbo dell'adattamento. Questi includono disturbi del sonno, perdita della concentrazione, stress, senso di isolamento sociale, ansia da lavoro. I risultati degli studi su questo fenomeno mettono in evidenza gli effetti psicologici negativi dello smart working in particolare in termini di emozioni come solitudine, irritabilità, preoccupazione e senso di colpa. In generale chi lavora in smart working sperimenta significativamente un disagio psicologico che impatta sulla salute mentale in misura maggiore rispetto agli impiegati che lavorano nei contesti tradizionali.

Come affrontare al meglio lo smart working?

La principale criticità per chi lavora in smart working spesso riguarda la difficoltà nel mantenere una chiara separazione tra vita professionale e personale. Questo aspetto rappresenta uno degli effetti psicologici più significativi associati allo smart working. Per riuscire a prevenire lo stress correlato al lavoro a distanza si può cercare di mettere in pratica alcuni accorgimenti:

  • creare una routine: per separare in modo chiaro il tempo di lavoro dal tempo libero si può stabilire una chiara routine quotidiana in modo da avere sempre ben presente la separazione tra l'inizio e la fine della giornata lavorativa;
  • dedicare spazi specifici: può essere molto utile suddividere gli spazi domestici in modo da assegnare una zona specifica della casa per il lavoro. La separazione fisica dell'area dedicata al lavoro può aiutare molto nel mantenere anche una distanza psicologica tra il ruolo professionale e la vita privata;
  • programmare momenti di socializzazione: uno degli aspetti che può influire negativamente sul benessere psicologico di chi lavora in smart working è l'isolamento sociale. Perciò può essere un'ottima strategia quella di prevedere di tanto in tanto dei momenti di socializzazione con i colleghi al di fuori delle ore di lavoro per mantenere il senso di appartenenza ad una comunità;
  • diritto alla disconnessione: i lavoratori in smart working devono avere lo stesso diritto alla disconnessione riservato a chi lavora in presenza. Un buon modo per evitare di essere sempre connessi e reperibili è quello di mantenere la scheda telefonica, il computer e l'indirizzo email del lavoro separato da quelli personali. Terminato l'orario di lavoro si dovrebbero spegnere il telefono aziendale e la connessione internet del computer utilizzato per lo smart working;
  • parlare con qualcuno e ricevere un supporto psicologico: per chi lavora in smart working può essere importante comunicare apertamente i propri vissuti emotivi e condividerli con qualcuno. Quando sono presenti sintomi di stress, nervosismo, irritabilità o subentrano disturbi del sonno è opportuno chiedere aiuto ad uno psicologo per riuscire a ripristinare il proprio equilibrio mentale.
Articolo aggiornato il: 06 febbraio 2024
Serenis
Scritto da
Serenis, Il tuo psicologo online

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