Il buon proposito del 2026 è trovare la formazione adatta a te
In quest’articolo vedrai perché sentirsi bloccati davanti alle scelte professionali è una fase comune oggi e come iniziare a orientarti nel digitale partendo dalle competenze giuste. Capirai come esplorare marketing, design, tech e HR con esempi concreti e dati reali, così da trasformare una sensazione di confusione in una direzione possibile e attivabile.
Ti trovi in questa situazione attualmente? Allora allaccia le cinture, leggi fino alla fine per scoprire la soluzione!
C’è un momento preciso in cui questa sensazione arriva. Spesso coincide con l’inizio dell’anno, altre volte con la fine dell’università o con qualche esperienza di lavoro sulle spalle.
Ti guardi intorno e senti che potresti crescere di più. Dentro di te convivono due spinte opposte: da una parte la voglia di fare un salto, dall’altra il bisogno di tempo per capire. Nel mezzo resta una tensione costante, fatta di ambizione e incertezza.
Se ti riconosci, sei esattamente nel punto giusto del percorso.
Il mercato del lavoro è cambiato più velocemente delle mappe che avevamo in mano. I percorsi lineari sono diventati rari, mentre le opportunità si sono moltiplicate. Il digitale, in particolare, sembra offrire una strada per chiunque.
Marketing, design, tecnologia, HR, AI. Tutto appare interessante, tutto sembra promettere futuro. Ed è proprio questa abbondanza a creare il blocco.
Quando le opzioni aumentano, scegliere richiede un criterio più profondo. Guardare solo ai ruoli più richiesti o ai trend del momento porta spesso a decisioni poco allineate. Ogni direzione funziona davvero quando rispecchia il modo in cui ragioni, impari e affronti i problemi.
C’è chi trova energia nell’analisi dei dati e delle performance. Chi ama costruire strategie. Chi preferisce progettare esperienze e flussi.
Chi lavora meglio sulle persone, sui processi e sulla cultura organizzativa. Capire dove ti senti a tuo agio diventa molto più utile di qualsiasi classifica di professioni.
Il vero punto di partenza, quindi, riguarda le competenze.
Il proposito più utile che puoi porti per il 2026 riguarda proprio questo: capire quali skill possono aprirti una possibilità nuova. La chiarezza nasce dall’esplorazione, passo dopo passo.
Esplorare significa avvicinarsi a un’area con curiosità e metodo. Marketing oggi vuol dire strategia, canali, contenuti, dati e automazioni. Design significa ricerca, progettazione, test e esperienza utente. Tecnologia significa sistemi, integrazioni, strumenti che semplificano il lavoro. HR nel digitale lavora su competenze, organizzazioni, processi e sviluppo delle persone.
Durante questa fase inizi a notare qualcosa di importante. Alcuni temi ti attirano più di altri. Alcuni problemi ti stimolano davvero.
Su certi argomenti torni a informarti anche fuori dagli obblighi quotidiani. È come accendere una torcia in una stanza buia: la visione resta parziale, ma le forme iniziano a emergere.
Sapere tutto subito rappresenta raramente l’obiettivo. L’obiettivo reale riguarda il movimento, anche piccolo, verso una direzione più consapevole.
Le competenze contano sempre di più perché costruiscono continuità. I ruoli cambiano velocemente, mentre le skill restano spendibili nel tempo. Questo approccio emerge chiaramente anche dai dati.
Secondo una ricerca di McKinsey, le aziende che investono in competenze digitali e AI riescono a creare più valore e ad adattarsi meglio ai cambiamenti del mercato, ottenendo performance superiori rispetto ai competitor
Deloitte parla sempre più spesso di organizzazioni orientate alle competenze, dove il valore delle persone dipende dalle capacità sviluppate e aggiornate nel tempo.
Anche PwC sottolinea come l’upskilling rappresenti una leva concreta di crescita professionale e competitività, soprattutto in relazione all’adozione dell’AI
Tradotto in modo semplice: sviluppare competenze mirate aumenta la libertà di scelta.
Nel digitale le skill si rafforzano a vicenda. La capacità di leggere i dati migliora il marketing. La tecnologia rende il design più efficace. L’AI entra nei processi HR e decisionali. Ogni competenza aggiunta amplia il tuo raggio d’azione e rende il profilo più solido.
A un certo punto dell’esplorazione succede qualcosa. Una o due aree iniziano a risuonare più delle altre. Succede perché mentre le approfondisci senti che potrebbero diventare parte del tuo percorso. Qui la formazione strutturata diventa un acceleratore reale.
Un Master funziona quando trasforma interesse e curiosità in competenze pratiche. Ti porta a lavorare su progetti concreti, casi reali, strumenti usati ogni giorno nelle aziende. Ti rende operativo, concreto e pronto ad applicare ciò che impari.
Qui arriva il bivio.
Puoi continuare a fare le cose come hai sempre fatto, restando in una fase di esplorazione indefinita, oppure puoi decidere di investire sulle competenze giuste e costruire un percorso che ti permetta di crescere davvero nel digitale.
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