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Tutte le strade di Spotify portano a Calcutta. No, non la città. Ma qualsiasi cosa tu stia ascoltando finirai per ritrovarti Gaetano o Frosinone nelle orecchie. Ecco, succede più o meno lo stesso con i trend di Digital Marketing per il 2024. Solo che questi portano tutti all’Intelligenza Artificiale. Sì, anche quelli sulla SEO.

Se hai alzato gli occhi al cielo ti capiamo, ma fidati: ci sono anche belle notizie e qualche consiglio pratico da portarsi a casa.

Esperienze di ricerca e AI

I motori di ricerca stanno diventando veri e propri interlocutori per l’utente. No, non vuol dire che puoi fare due chiacchiere con Google o Bing per raccontargli della tua giornata. Non ancora 😮

Però, grazie all’uso dell’AI, sono in grado di creare risposte sempre più precise: forniscono direttamente le informazioni che l’utente sta cercando senza indirizzarlo su altri siti. Per chi si occupa di SEO questa tendenza cambia molte cose. Sarà importante iniziare a occuparsi delle ricerche senza clic, ottimizzando i propri contenuti per apparire con le informazioni direttamente nella SERP e dare valore immediato all'utente. Sì, hai capito bene, questo genererà una perdita di traffico consistente, però non facciamoci prendere dal panico. Gli utenti non smetteranno di cercare fuori dalle piattaforme contenuti più dettagliati, originali e complessi. La vera sfida qui è capire quando dare all'utente un'esperienza ideale all'interno della piattaforma e quando invece è il momento di farlo atterrare sul tuo sito.

Google SGE

Ti ascolta, capisce di cosa hai bisogno e fa di tutto per dartelo. Non è il tuo terapeuta, è Google SGE.

SGE, ovvero Search Generative Experience, è infatti la funzione in fase di sperimentazione di Google che sfrutta l’AI. Quando SGE entra in azione cerca di comprendere l’intento di ricerca dell’utente e attraverso l’AI seleziona una serie di fonti per dare una risposta immediata e soddisfacente. L'obiettivo di Google è quello di mantenere l’utente sulla piattaforma dandogli le informazioni di cui ha bisogno. L’obiettivo per chi si occupa di SEO diventa quello di apparire tra le fonti che SGE offre all’utente. Per farlo sarà necessario passare dalla tradizionale ottimizzazione per keyword si passerà all’ottimizzazione per query conversazionali.

Esperienze d’acquisto omnichannel

Grazie alle esperienze d’acquisto omnichannel, comprare sarà ancora più facile. Sì, anche quel cavatappi a forma di velociraptor a cui proprio non riesci a rinunciare 😍

La distinzione tra esperienze di shopping online e offline sta diventando sempre più sfumata, creando un panorama omnicanale che richiede un nuovo approccio all’ e-commerce. Google e altri motori di ricerca sono in prima linea in questa trasformazione, integrando funzionalità di shopping direttamente nelle loro piattaforme per facilitare un percorso che va dalla ricerca direttamente all’acquisto. Queste integrazioni non riguardano solo la comodità: si tratta di creare un percorso coerente per il consumatore, dall'interesse iniziale all’acquisto. La strategia SEO deve adattarsi quindi a queste realtà omnicanale, integrando dati online e offline, concentrandosi su informazioni di prodotto ricche e accurate e ottimizzando per varie esperienze di ricerca.

Contenuti utili, ma utili per davvero

Con l’AI generativa scrivere contenuti è diventato facilissimo: praticamente chiunque è a un prompt di distanza dal sentirsi content writer, e non è una bella notizia 🥲

Fino a qualche anno fa per posizionare la propria pagina era sufficiente riscrivere contenuti, ottimizzare le giuste keyword, e il gioco era fatto. Oggi per emergere bisogna fare di più. La sfida sta nel creare contenuti utili, ma utili per davvero. Con il proliferare di contenuti generici, a posizionarsi meglio sarà chi porterà valore aggiunto, esperienze di prima mano e dati rilevanti. Insomma contenuti che si distinguano per le informazioni che contengono e che possano dare qualcosa in più all’utente.

Quindi basta scrivere un buon contenuto? Ehm… non proprio. Google non valuta più il valore e l’utilità di un unico contenuto, ma il valore e l'utilità del tuo intero sito. Perciò sì, per ottenere un buon posizionamento tutti i contenuti devono essere costruiti bene.

Bonus ChatGPT

Se hai letto fino a qui senza farti prendere dal panico, pacca sulla spalla. Ti meriti un po’ di consigli per usare l’AI e rendere il tuo lavoro più facile.

Capire l’intento di ricerca di una parola chiave

ChatGPT può aiutarti a comprendere il contesto e le motivazioni che spingono gli utenti a effettuare ricerche e quali tipi di contenuti si aspettano di trovare per ciascuna query. Prova questo prompt: "Quali potrebbero essere gli intenti di ricerca della parola chiave [inserisci parola chiave]?"

Identificare parole chiave su misura per un intento di ricerca

Se hai un intento di ricerca specifico in mente, ChatGPT può aiutarti a identificare le parole chiave che probabilmente verranno utilizzate dagli utenti con quell'intento. 

Prova questo prompt: "Crea una lista di parole chiave che mirano agli utenti che cercano [keyword principale], con un intento di tipo [tipo di intento]"

Analizzare il tono dei contenuti

Se vuoi utilizzare ChatGPT per l'analisi del tono, ti basta fornire un campione del tuo contenuto e chiedere di identificare il tono. Prova questo prompt: "Considera il contenuto che sto per darti. Prima, identifica il tono della scrittura. Successivamente, sto scrivendo per un pubblico di [inserire dettagli sul pubblico]. È appropriato? Ecco il contenuto: [inserire contenuto]."

Trasformare il tono di un contenuto

Se hai dei contenuti esistenti di cui desideri cambiare il tono, ChatGPT può aiutarti anche in questo. Prova questo prompt: "Come posso adattare il tono di questo testo per risuonare meglio con [inserire descrizione del pubblico target]. [inserire testo]."

Insomma con l’AI il mondo della SEO cambierà parecchio e ci sarà da rimboccarsi le maniche. Del resto come tutte le innovazioni l’AI si porta dietro gioie e dolori, proprio come un pezzo di Calcutta.

Fonti:
SEO Trends: Navigating the SEO Landscape of 2024!
SEO trends 2024 - Search Engine Journal

Articolo aggiornato il: 12 febbraio 2024
Talent Garden
Scritto da
Talent Garden, Digital Skills Academy

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